Bentrovati a questo nuovo appuntamento informativo realizzato in collaborazione con Regione Lombardia

Le regioni del Nord Italia puntano a creare una macroregione per ottenere più autonomia dal Governo centrale e mettere in luce come il Settentrione del Paese sia tra le aree più produttive d'Europa. Lo hanno annunciato i presidenti della Lombardia e del Friuli Venezia Giulia, Roberto Formigoni e Renzo Tondo, al termine di un incontro a Trieste dove Formigoni è in trasferta anche per discutere del Protocollo di collaborazione per Expo e delle prospettive di strategia comune nel campo delle politiche di alta formazione di ricerca fra le due regioni del nord Italia. Quello della macroregione è un progetto che ha riscontrato l'interesse anche di regioni come Liguria ed Emilia Romagna, mentre a fine settembre Formigoni incontrerà anche i governatori di Veneto e Piemonte per definire un percorso che porterà all'istituzione della macroregione, «senza intenti secessionisti», ha precisato Formigoni, ma con l'obiettivo di un «riconoscimento costituzionale» mediante «dei cambiamenti» della Carta.

Sopralluogo questa mattina a Sonico nei pressi della frana verificatasi lo scorso 27 luglio per l’assessore al Territorio e urbanistica Daniele Belotti. L’abbiamo raggiunto al telefono per sapere com’è la situazione e come sta intervenendo Regione Lombardia

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Allineare al 30 novembre prossimo, per i residenti nelle zone colpite dal terremoto, le scadenze di tutti gli adempimenti tributari, fiscali, contributivi e amministrativi. Inoltre, per quanti continuano ad avere problemi abitativi o produttivi in conseguenza del sisma, definire un ulteriore slittamento al 30 giugno 2013 dei termini per i relativi versamenti. E' quanto chiedono i presidenti di Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto in una lettera inviata al governo e che recepisce anche esigenze manifestate in questi giorni da esponenti delle Istituzioni, da cittadini e da rappresentanti del mondo delle imprese. I presidenti di Regione Roberto Formigoni, Vasco Errani, e Luca Zaia sottolineano che "il disallineamento delle sospensioni delle scadenze per i termini di pagamento di oneri e contributo sta creando disorientamento dei contribuenti rispetto agli obblighi in vigore e a quelli sospesi dai diversi provvedimenti". Da qui la richiesta di allineare al 30 novembre 2012 i termini di sospensione degli adempimenti.

La direzione generale Sistemi Verdi e Paesaggio della Regione Lombardia ha espresso parere favorevole al Piano di indirizzo forestale della Comunità montana del Lario Intelvese, valido per il quindicennio gennaio 2013 - dicembre 2027. Lo fa sapere l'assessore Alessandro Colucci spiegando che si tratta di un atto "che mira anzitutto a salvaguardare un'importante area verde del territorio". Il territorio della Comunità montana si estende infatti per 18.456 ettari e interessa il territorio fra il Lago di Como (Lario), il lago di Lugano e la Svizzera, comprendendo fra l'altro la Valle d'Intelvi. Il Testo stabilisce una superficie massima di bosco trasformabile a scopi urbanistici: poco più di 47 ettari. Ancora, i boschi con funzione “naturalistica” o di “protezione del suolo” sono salvaguardati da qualsiasi cambio di destinazione d’uso.  
Ed è tutto, grazie per l’ascolto
del mondo delle imprese. I presidenti di Regione Roberto Formigoni, Vasco Errani, e Luca Zaia sottolineano che "il disallineamento delle sospensioni delle scadenze per i termini di pagamento di oneri e contributo sta creando disorientamento dei contribuenti rispetto agli obblighi in vigore e a quelli sospesi dai diversi provvedimenti". Da qui la richiesta di allineare al 30 novembre 2012 i termini di sospensione degli adempimenti.

La direzione generale Sistemi Verdi e Paesaggio della Regione Lombardia ha espresso parere favorevole al Piano di indirizzo forestale della Comunità montana del Lario Intelvese, valido per il quindicennio gennaio 2013 - dicembre 2027. Lo fa sapere l'assessore Alessandro Colucci spiegando che si tratta di un atto "che mira anzitutto a salvaguardare un'importante area verde del territorio". Il territorio della Comunità montana si estende infatti per 18.456 ettari e interessa il territorio fra il Lago di Como (Lario), il lago di Lugano e la Svizzera, comprendendo fra l'altro la Valle d'Intelvi. Il Testo stabilisce una superficie massima di bosco trasformabile a scopi urbanistici: poco più di 47 ettari. Ancora, i boschi con funzione “naturalistica” o di “protezione del suolo” sono salvaguardati da qualsiasi cambio di destinazione d’uso.  
Ed è tutto, grazie per l’ascolto