Bentrovati al nuovo appuntamento informativo realizzato in collaborazione con Regione Lombardia

E' stato presentato a Bergamo il Piano Territoriale d'Area delle Valli Alpine, che ridisegnerà il futuro delle valli orobiche, puntando, di concerto con le amministrazioni comunali e gli enti locali coinvolti, ad una crescita più omogenea del territorio, riordinando lo sviluppo turistico e preservando l'identità e la tipicità dei territori. L'Assessore regionale al Territorio e Urbanistica, Daniele Belotti.

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Regione Lombardia e le 13 istituzioni universitarie lombarde (12 atenei più lo IUSS di Pavia) hanno confermato e rilanciato la propria alleanza strategica, in occasione della riunione del Tavolo dei Rettori che si è svolta  a Palazzo Lombardia.  Il presidente Roberto Formigoni - affiancato dagli assessori Valentina Aprea (Istruzione, Formazione e Cultura), Gianni Rossoni (Occupazione e Politiche del Lavoro) e Carlo Maccari (Semplificazione e Digitalizzazione) e dal sottosegretario all'Università e Ricerca Alberto Cavalli – ha presieduto e guidato i lavori, che hanno permesso di fare il punto complessivo delle azioni comuni sui grandi capitoli della ricerca e innovazione (con il bando per i distretti ad alta tecnologia e il bando Regione-Miur, che hanno ottenuto un insperato successo), del capitale umano (Dote ricercatori e Dote ricerca applicata) e della digitalizzazione (portale regionale Open data).

Cosa significa odore non sopportabile? Chi stabilisce la sua tollerabilità? A queste e altre domande si è tentato di dare risposta  a Bergamo, nel corso del convegno 'Emissioni odorigene: normativa ed esperienze in Lombardia', cui ha partecipato l'assessore regionale all'Ambiente, Energia e Reti Marcello Raimondi. La Lombardia, infatti, prima in Italia, ha approvato le linee guida per la misurazione delle emissioni odorigene da impianti industriali (come ad esempio quelli che si occupano di depurazione delle acque, trattamento di carcasse di animali, discariche, impianti di compostaggio, fonderie, trattamento superficiale con solventi organici, allevamenti intensivi, industria alimentare, industrie chimiche, industrie tessili e altro), aprendo così la strada alla definizione di soglie di tolleranza differenziate in base alle specificità del territorio.

È tutto, grazie per l’ascolto