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"Vogliamo dare una risposta concreta ed efficace a chi soffre, a chi è fragile, a chi è in difficoltà e non ha altro strumento se non l'aiuto del pubblico e questo, con cui stanziamo 50 milioni, è il primo provvedimento concreto di questo grande progetto di sostegno al nostro sistema di welfare". Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, intervenendo  nei giorni scorsi al Pio Albergo Trivulzio – insieme all'assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale e Volontariato, Cristina Cantù - alla presentazione del primo decreto attuativo del 'Fondo Regionale a sostegno della famiglia e dei suoi componenti più fragili', decreto attuativo tramite cui vengono stanziati 50 milioni di euro per sostenere circa 15 mila persone, in particolari minori con difficoltà, soggetti con disabilità fisica o mentale e anziani non autosufficienti, che oggi non accedono alla rete socio-sanitaria dei servizi. "Il nostro sistema di welfare, il sistema di welfare lombardo – ha proseguito il presidente - è un'eccellenza da difendere e valorizzare. E' un modello, il nostro, che si basa sul principio di sussidiarietà, coinvolgendo tutti i protagonisti interessati, nel pubblico e nel privato. La Lombardia è una delle regioni che ha la maggiore ricchezza per la presenza sul proprio territorio di associazioni, di volontari, di onlus, di oratori, basti pensare che metà degli oratori italiani sono in Lombardia e questa è una rete che ha un impatto sociale rilevante. Ecco questa è una nostra specificità, la specificità del modello di welfare lombardo, che intendiamo valorizzare, per questo abbiamo deciso di investire risorse importanti, a cominciare dai 50 milioni previsti da questo decreto, nonostante le riduzioni e i tagli previsti dalla legge di stabilità".

L'agricoltura della Lombardia attende da mesi delle risposte dal Governo, "risposte necessarie per uscire dalla crisi". Così l'assessore all'Agricoltura della Lombardia Gianni Fava, commentando la lettera che ha consegnato nei giorni scorsi  al ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo. La lettera è articolata in sette punti, che toccano argomenti dal Fondo di solidarietà nazionale al tavolo per il prezzo del latte, dalla crisi del settore suinicolo alla direttiva sui nitrati. Sentiamo ai nostri microfoni l'assessore Fava.

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"L'ipotesi che il Governo rilevi la quota della Provincia di Milano in Expo? Ne ho parlato con Giuseppe Sala, c'è questa richiesta della Provincia di abbassare la propria quota, ma c'è il problema di trovare un soggetto chesostituisca la Provincia. Una delle ipotesi è quella delle partecipazione del Governo: ne ho parlato stamattina con il presidente Letta e con Sala ed entrambi mi hanno confermato che si tratta di un'ipotesi che c'è, ma nessuna decisione è stata presa. Ovviamente la decisione dovrà essere presa rapidamente, perché il problema va risolto. Questa è una delle ipotesi che valuteremo nelle prossime settimane, ma ci sono altre proposte rispetto a quella che il Governo aumenti la sua quota al 50 per cento: proposte che vengono dal territorio e io sono più favorevole all'ipotesi di partecipazioni di altri soggetti istituzionali lombardi. Per esempio, c'è la disponibilità di alcune Camere di Commercio lombarde a partecipare". Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni Entro quindici giorni un accordo di programma per studiare azioni comuni per la qualità dell'aria nel bacino padano, che sarà sottoscritto dal Governo e dalle Regioni Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna. "Abbiamo tutti riconosciuto la necessità di operare insieme, su scala macroregionale, sulla qualità dell'aria", così il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni al termine dell'incontro del Tavolo per la qualità dell'aria nel bacino padano, che ha visto riunirsi nei giorni scorsi a Milano i presidenti delle Regioni coinvolte e il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando. Tra i temi che rientreranno probabilmente nell'accordo di programma, la questione delle emissioni agricole e civili, le politiche dei trasporti, il monitoraggio dell'impatto dell'inquinamento sulla salute. Sentiamo la voce del presidente lombardo Roberto Maroni.

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 "Il sindaco è il responsabile della Protezione civile nel territorio comunale che è chiamato a rappresentare. Per questo motivo trovo fondamentale realizzare incontri di questo tipo, finalizzati a definire le procedure di intervento e a promuovere un dibattito costruttivo". Così l'assessore a Protezione civile, Sicurezza e Immigrazione di Regione Lombardia Simona Bordonali, a margine del seminario 'I sindaci, i rischi prevalenti e la sicurezza del territorio' All'incontro, volto a diffondere e approfondire i contenuti sul ruolo del sindaco in caso di emergenza, hanno partecipato amministratori e comandanti di Polizia locale di 60 Comuni della provincia di Cremona.

È tutto, grazie per l’ascolto