Bentrovati a questo appuntamento informativo realizzato in collaborazione con Regione Lombardia.

Meno di un quindicenne su due pratica sport. E’ il dato che impone nella ricerca presentata nell’ambito degli Stati generali della Pediatria, promossi dalla Società italiana di pediatria (Sip). "Nel nostro Paese - ha evidenziato l'assessore regionale allo Sport e Giovani, Antonio Rossi - c'è un tasso di sedentarietà che è il triplo rispetto a quello dell'Unione europea e si registra un abbandono dello sport già in età giovane, in particolare nella fascia tra gli 11 e 15 anni, con il risultato sconcertante che meno di un adolescente su due pratica sport in modo continuativo". "La speranza viene dalle fasce più giovani - spiega l'assessore -. Secondo i dati, in dieci anni, si è registrato un fenomeno in controtendenza tra i bambini più piccoli, in particolare nella fascia che va dai 6 ai 10 anni, tra i quali la pratica sportiva è aumentata, passando dal 48,8 al 54,3 per cento". "Certamente - ha rimarcato l'assessore - occorre puntare sulla scuola e far crescere la cultura sportiva nei nostri giovani. Servono più ore di educazione fisica nelle scuole e servono soprattutto impianti scolastici più attrattivi e sicuri; inoltre, è necessario mettere in condizione le famiglie più disagiate di poter far fare sport ai loro figli”.

Utilizzare i fondi dello strumento Credito InCassa, messo a disposizione delle imprese e pubbliche amministrazioni da Regione Lombardia, non equivale a sforare il patto di stabilità. Lo chiarisce l'assessore alle Attività produttive, Ricerca e Innovazione della Regione Lombardia Mario Melazzini, intervenendo al convegno dedicato proprio al ricorso a Credito InCassa da parte delle pubbliche ammisitrazioni locali, organizzato nell'ambito manifestazione 'Risorse Comuni'. Credito In-Cassa è l'iniziativa varata da Regione Lombardia che mette a disposizione un miliardo di euro per dare liquidità alle imprese lombarde che vantano crediti nei confronti degli Enti Locali. Sentiamo ai nostri microfoni l'assessore Melazzini

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Lombardia seconda solo al Lazio per numero di chiamate al numero verde antiviolenza riservato alle donne maltrattate. Un triste primato confermato dalle oltre 600 chiamate ricevute dal servizio operativo presso la Clinica Mangiagalli di Milano nei primi mesi del 2013, a cui si devono aggiungere i numerosissimi casi di violenze mai denunciate. Per anticipare i temi della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che cade il 25 novembre, oggi il Consiglio regionale e Regione Lombardia hanno organizzato un convegno ad hoc. I lavori sono stati aperti e coordinati dall’assessore alla Casa, con delega alle Pari Opportunità, Paola Bulbarelli che ha ricordato i 980 mila euro stanziati per azioni di prevenzione e contrasto e auspicato che in Lombardia possano esserci almeno 200 centri anti-violenze contro i 16 presenti ad oggi.

"Ho appreso informalmente che il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando ha firmato, questa mattina, il decreto di Via (Valutazione di impatto ambientale) per i lotti 1 e 2 del collegamento stradale Rho-Monza. Già domani dovremmo ricevere la comunicazione ufficiale". Lo fa sapere l'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Maurizio Del Tenno, che, questa mattina, era a Roma per partecipare alla Conferenza Stato Regioni sul Trasporto pubblico locale. Il progetto complessivo di completamento della Tangenziale Nord Milano prevede il potenziamento, a livello autostradale, del collegamento stradale esistente Rho-Monza, nella tratta A8 (Baranzate)-A52 (Paderno Dugnano), con la realizzazione di una strada a doppia corsia per senso di marcia più emergenza e una complanare per gli spostamenti locali.

L'assessore all'Agricoltura della Lombardia Gianni Fava ha inviato una lettera al ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo, richiamando l'attenzione sull'etichettatura d'origine delle carni. Un tema sul quale l'Unione europea sta lavorando in questi giorni, al fine di predisporre un atto delegato specifico. Potrebbe essere in pericolo la posizione degli allevamenti che del Made in Italy hanno fatto la loro bandiera. "Ritengo infatti - scrive Fava al ministro De Girolamo - che la proposta europea, che non prevede l'indicazione del Paese di nascita e fissa un tempo di allevamento troppo corto, possa nuocere gravemente ai nostri allevamenti, soprattutto quelli suini".  Di qui, la proposta rilanciata al Ministero, nella quale Fava chiede "al fine di sostenere le nostre produzioni d'eccellenza, che la norma in discussione debba prevedere l'obbligo di indicare in etichetta, così come già previsto per la carne bovina, tutte le fasi della vita dell'animale: nascita, allevamento e macellazione".

Ed è tutto, grazie per l’ascolto.