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La salvaguardia del Teatro alla Scala e del Teatro Piccolo di Milano al centro dell'incontro che si è tenuto lo scorso sabato tra il ministro dei Beni culturali Massimo Bray e il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, alla presenza dell'Assessore regionale alle culture Cristina Cappellini oltre che del sindaco di Milano Giuliano Pisapia. I rappresentanti della regione hanno chiesto al ministro una legge ad hoc per salvare quelle che hanno definito “due eccellenze mondiali, e non solo lombarde”, al momento a rischio a causa del Decreto Cultura che inserisce le fondazioni che gestiscono i due teatri tra gli enti oggetto di spending review. Sentiamo l'assessore alle culture identità e autonomie di Regione Lombardia Cristina Cappellini.

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Una grande alleanza per cancellare la burocrazia e togliere così una delle 'zavorre' che più pesa sulla competitività delle imprese lombarde. L'ha proposta il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni intervenendo, a Legnano (Milano), all'assemblea di Confindustria dell'Alto Milanese. Ricordando che già uno degli ultimi provvedimenti adottati dalla Giunta, quello che ha stanziato 30 milioni per le Start up innovative, "è già 'a burocrazia zero'", il governatore ha chiesto agli imprenditori di contribuire al suo progetto, teso a ridurre il più possibile, fino a cancellarli, gli adempimenti di spettanza regionale che gravano sul mondo produttivo. In Italia, ha osservato Maroni, l'imprenditore viene visto dalle istituzioni quasi come un 'nemico'. Come un potenziale evasore, al quale chiedere una tonnellata di documenti prima di poter avere un'autorizzazione. "Il mio approccio - ha spiegato - è l'opposto: mi fido, non ti chiedo nulla prima, ma ti controllo e, se sgarri, ne paghi le conseguenze. E' una rivoluzione culturale, che voglio portare avanti insieme alle imprese", ha proseguito il presidente, invitando il numero uno di viale dell'Astronomia per l'Alto Milanese Gian Angelo Mainini a unirsi "al tavolo di lavoro che sto costituendo, per valutare concretamente i singoli processi burocratici in capo alla Regione Lombardia e decidere insieme quali debbano essere ridotti o azzerati". Pur rinnovando la sua stima nei confronti di un sistema, quello lombardo, "che sta lavorando molto bene", Maroni ha osservato che "non si può affidare alla burocrazia la riforma di se stessa". "Serve - ha detto - una spinta, un aiuto esterno". "Io - ha ribadito - voglio arrivare a zone di 'burocrazia zero' nell'interesse principale del mondo delle imprese, che è l'interesse numero uno della Regione Lombardia".

Ho consegnato al ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, anche a nome del presidente Maroni, il testo della nuova Legge di Regione Lombardia contro il gioco d'azzardo patologico, chiedendole di farsi portavoce nei confronti del Governo dell'assoluta urgenza e necessità di intervenire contro questa vera e propria piaga sociale". Lo ha detto l'assessore regionale al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo Viviana Beccalossi in occasione della visita istituzionale del ministro a Brescia. "Regione Lombardia - ha aggiunto Viviana Beccalossi - ha fatto la sua parte, proponendo con coraggio nuove norme, per mettere dei paletti a un fenomeno che negli ultimi mesi si sta diffondendo esponenzialmente e che, dati alla mano, sta provocando danni devastanti a migliaia di persone e alle loro famiglie. Sappiamo che i poteri delle Regioni in questo campo sono limitati ed è quindi doveroso che anche a Roma, attraverso il Parlamento e il Governo, ci si faccia carico della situazione, per dare risposte concrete. Sono certa che il ministro Cancellieri abbia colto il senso della nostra iniziativa e che le rassicurazioni che mi ha rivolto avranno un seguito anche nella capitale".
"In Lombardia si studia in azienda e si trova lavoro a scuola: in altre parole abbiamo voluto sostenere il passaggio dall'autoreferenzialità della scuola alla costruzione di reti orizzontali fra istituti e sistema delle imprese e filiere verticali con la valorizzazione dell'apprendimento in assetto lavorativo e della didattica per competenze". Lo ha affermato Valentina Aprea, assessore regionale a Istruzione, Formazione e Lavoro, alla tavola rotonda di presentazione della pubblicazione 'I numeri da cambiare, Scuola, università e ricerca - L'Italia nel confronto internazionale' curata da Associazione TreeLLLe (Life Long Learning) e Fondazione Rocca.
 "Il sistema di Formazione professionale lombardo - ha proseguito l'assessore Aprea -, così bene radicato, ci consente di competere a livello europeo. Per favorire un maggiore dialogo tra scuola e lavoro, necessità delle imprese e proposte didattiche, abbiamo investito sugli Istituti tecnici superiori e sugli Ifts con fondazioni già costituite che propongono percorsi negli ambiti della mobilità sostenibile, nuove tecnologie della vita, nuove tecnologie per il made in Italy, tecnologie dell'informazione e della comunicazione".


È tutto, grazie per l’ascolto