Bentrovati a questo appuntamento informativo realizzato in collaborazione con Regione Lombardia

"Almeno una parte dei 20 milioni di visitatori previsti deve innamorarsi delle nostre terre e tornare anche negli anni a seguire". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni al suo arrivo alla Bit, spiegando la connessione fra Expo e sviluppo del turismo in Lombardia. "Solo se queste persone torneranno in Lombardia anche negli anni successivi all'Esposizione universale - ha osservato - potremo dire di aver vinto davvero questa sfida". Oltre 2.130 imprese partecipanti, 100 Paesi coinvolti, 700 buyers internazionali, 53.600 visitatori professionali. Sono i numeri straordinari della Bit 2014, inaugurata dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. Questi numeri, ha osservato il governatore, ricordando anche la presenza in fiera del padiglione della Lombardia (declinato su quattro aree tematiche: arte e cultura, enogastronomia e food experience, natura e turismo attivo, fashion e design), "sono una garanzia di successo".

Si è chiuso l'ottavo trimestre consecutivo di recessione per l'agricoltura lombarda. Due anni di crisi per il settore che, secondo i dati presentati ieri da Unioncamere e Regione Lombardia in collaborazione con le associazioni regionali dell'agricoltura, mette a rischio la sopravvivenza non solo delle imprese più piccole, ma anche di strutture produttive efficienti medio-grandi. I principali fattori che danneggiano le imprese agricole sembrano essere gli elevati costi di produzione e la debolezza della domanda che non accenna a riprendersi. Se va un po' meglio per il settore vitivinicolo e per il lattiero-caseario, a risentire più pesantemente del momento sono il florovivaismo, il cerealicolo e il comparto ortaggi. Sentiamo ai nostri microfoni l'assessore regionale all'agricoltura Gianni Fava.

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"Il prossimo 1 luglio BreBeMi aprirà al traffico. A oggi lo stato di avanzamento lavori è del 90 per cento per l'asse autostradale e del 73 per cento sul totale delle opere di viabilità minore". Lo fa sapere l'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Maurizio Del Tenno, che, ha presieduto il Collegio di vigilanza, per fare il punto sull'autostrada Brescia-Bergamo-Milano. "BreBeMi e Cal - ha spiegato Del Tenno - hanno comunicato il rispetto del cronoprogramma e hanno confermato la conclusione dei lavori per fine aprile 2014. La Lombardia cambierà volto, la BreBeMi sarà un sogno che si avvera e che migliorerà la mobilità di tutto il territorio lombardo".

Parte da Brescia il progetto che l'assessore regionale alla Casa, Housing sociale e Pari opportunità Paola Bulbarelli, dopo aver visitato le Aler lombarde, ha deciso di realizzare. Presso le Prefetture delle città in cui si trovano le 5 Aler capofila (Milano; Bergamo; Brescia; Varese e Pavia) sarà istituito un Tavolo allargato a tutti i soggetti interessati, per affrontare i problemi legati agli sfratti, alla morosità incolpevole e alle occupazioni abusive.  "Ringrazio il prefetto di Brescia Narcisa Nassesco - spiega Bulbarelli - che già ieri, in occasione del mio incontro con l'azienda che si occupa di edilizia popolare, ha voluto fare il punto sulla situazione sfratti. Sul tema lavoreranno i prefetti di Brescia, di Mantova Carla Cincarilli e di Cremona Paola Picciafuochi".

La nuova mappa dei nitrati in Lombardia è ancora da completare, ma i primi risultati sono altamente soddisfacenti. I nuovi dati scientifici, voluti dall'assessore all'Agricoltura della Lombardia Gianni Fava, potrebbero portare a un alleggerimento delle zone vulnerabili ai nitrati anche del 30-40 per cento. A beneficiarne, secondo la nuova mappa anticipata dal professore Marco Masetti, associato di Geologia applicata presso il Dipartimento di Scienze della terra dell'Università degli Studi di Milano, "sarebbero, in modo particolare, tutta la provincia di Mantova, parte del Cremonese e del Bresciano, nell'area di pianura". Proprio l'assessore Fava - che ha aperto ieri pomeriggio il primo workshop sullo 'Stato di avanzamento dei lavori per la revisione delle zone vulnerabili', ha evidenziato come "non possiamo applicare una norma europea che risale a oltre 20 anni fa, senza minimamente aggiornarla e senza individuare quali sono i soggetti responsabili dell'inquinamento da azoto”.

Ed è tutto, grazie per l’ascolto.