Bentrovati a questo appuntamento informativo realizzato in collaborazione con Regione Lombardia

"E' un'iniziativa importante, che fa il paio con quella che abbiamo assunto attraverso il nostro documento anti-contraffazione alimentare. Sono cose utili per i cittadini, che rimarranno anche dopo Expo". Così il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha definito il 'Centro internazionale di documentazione e studio sulle norme e sulle politiche pubbliche in materia di alimentazione', nato ufficialmente con la sottoscrizione del Protocollo d'intesa fra Regione Lombardia, Comune di Milano, Camera di commercio di Milano e società Expo spa. Il Centro, presieduto dal presidente del Tribunale di Milano Livia Pomodoro, perseguirà diversi obiettivi, tra i quali la raccolta tematica, sistematica e accessibile della produzione normativa e regolamentare europea tesa all'elaborazione di scenari evolutivi sui temi del diritto, dell'alimentazione, dell'economia e dell'agricoltura; la ricomposizione della comunità scientifica e professionale del diritto alimentare; la costruzione di una rete consolidata di relazioni a carattere internazionale, tesa alla sensibilizzazione dei temi più delicati in ambito alimentare.

Un incontro programmato da tempo, quello tra il governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni e il presidente del Canton Ticino Paolo Beltraminelli, e che però ha visto all'ordine del giorno la questione calda del referendum svizzero sui lavoratori immigrati che interessa da vicino molti frontalieri comaschi e varesotti. Da entrambe le parti c'è la volontà di trovare un accordo – ha commentato il presidente della Lombardia Maroni – bisognerà poi adeguarsi anche alle direttive dei due governi centrali: quello di Roma e quello di Berna. Sentiamo Maroni ai nostri microfoni.

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"Siamo un Paese da bonificare. Dobbiamo farcene una ragione. Abbiamo ereditato una situazione drammatica. Di buono c'è che in questi anni è cresciuta la sensibilità, di cittadini e Istituzioni, verso uno dei temi ambientali più delicati e costosi". Così l'assessore all'Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile di Regione Lombardia Claudia Maria Terzi ha aperto il suo intervento al convegno dal titolo 'Dire, Fare, Bonificare - da Roma a Sesto San Giovanni nuove Prospettive nella Bonifica dei siti industriali', organizzato dal Comune di Sesto San Giovanni (Milano). "Aree industriali dismesse come la Caffaro di Brescia, o l'immensa area delle Ex-Acciaierie Falck a Sesto San Giovanni - ha proseguito la responsabile regionale dell'Ambiente -, che necessita di 400 milioni di euro per il risanamento, o il Polo Chimico di Mantova, hanno bisogno di soldi e tempo". Secondo l'assessore Terzi è necessario "Escludere gli investimenti ambientali, in particolare quelli sulle bonifiche, dal patto di stabilità". "Secondo i dati di Legambiente - ha detto l'assessore - dal 2001 al 2012 sono stati messi in campo 3,6 miliardi di euro di investimenti, tra soldi pubblici (1,9 miliardi di euro, pari al 52,5 per cento del totale) e progetti approvati di iniziativa privata (1,7 miliardi di euro, pari al 47,5 per cento del totale), con risultati concreti inesistenti".

E' stato approvato dal Consiglio della Regione Lombardia il Progetto di legge sulla valorizzazione del patrimonio storico della Prima Guerra mondiale in Lombardia. "Con la nomina dei componenti del Comitato scientifico, che avrà il compito di individuare momenti, luoghi e temi adatti alle commemorazioni e agli interventi di valorizzazione - ha detto l'assessore  alla cultura Cristina Cappellini- avviamo un percorso che coinvolgerà le scuole e i Comuni, per far conoscere ai nostri studenti e a tutti i cittadini, turisti compresi, questa importante pagina di storia". "Regione Lombardia - ha concluso l'assessore Cappellini - ha colmato oggi alcune lacune di una sua precedente Legge, la 28 del 2008, e si è dotata così di uno strumento adeguato, per tutelare la memoria della Prima Guerra mondiale come patrimonio culturale dei nostri cittadini, fin dai banchi scolastici".

Ed è tutto, grazie per l’ascolto.