Bentrovati a questo appuntamento informativo realizzato in collaborazione con Regione Lombardia

"Sul caso Stamina non ci sono atti che impegnino la Regione". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni al termine della seduta di Giunta di ieri. Il presidente, riferendosi all'indagine conoscitiva promossa dalla Giunta regionale per fare luce su quanto successo agli Spedali civili di Brescia, ha spiegato che la norma nazionale che ha consentito il ricorso alla terapia cellulare somatica "non prevede alcun passaggio autorizzativo formale in capo alla Regione e nessuna autorizzazione risulta essere stata chiesta dalla Regione, così come nessun provvedimento autorizzativo risulta essere stato emanato dalla Regione Lombardia".  

Dal canto suo, il vicepresidente e assessore alla salute, Mario Mantovani, ha evidenziato come “La procedura di richiesta di trattamento compassionevole è stata attivata per 12 pazienti su prescrizione redatta coerentemente con quanto previsto dal decreto citato. Occorre sottolineare che in ogni caso le regioni non dispongono di alcuna competenza, né legislativa né amministrativa, nella materia delle cure compassionevoli e delle sperimentazioni cliniche”. Sentiamo Mantovani

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"Oggi abbiamo firmato una lettera indirizzata alla Presidenza del Consiglio d'Europa, che richiede un approccio direttamente con l'Unione europea e le Direzioni competenti della Commissione, da una parte, per fornire, esperienze sull'industrializzazione dei nostri territori e, dall'altra, per contribuire allo sviluppo industriale secondo le tematiche che riteniamo siano quelle su cui puntare, insieme ai distretti e ai cluster. Abbiamo chiesto, perciò, un finanziamento europeo del 50 per cento sui progetti, a cui si aggiunge un 50 per cento locale, in partnership con i privati". Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega a Expo Fabrizio Sala, che ha partecipato al tavolo che si è tenuto ieri, a Bruxelles, con le 15 Regioni che partecipano al progetto 'Vanguard', per individuare cluster internazionali tra le attività economiche delle diverse Regioni attraverso la "specializzazione intelligente".

Una "road map" per rivedere le zone vulnerabili ai nitrati della Lombardia e attivare un dialogo diretto con l'Europa, con l'obiettivo di riformulare una normativa comunitaria palesemente antiquata (risale infatti al 1991), ridisegnandola nei parametri e nei compiti, sulla base delle effettive sorgenti inquinanti.  Lo afferma l'assessore all'Agricoltura della Lombardia Gianni Fava, che ha presentato, ieri, una comunicazione alla Giunta regionale - insieme con la collega Claudia Maria Terzi (Ambiente, Energia, Sviluppo sostenibile) - nella quale si fa il punto sullo stato di avanzamento delle azioni, per rivedere la  Direttiva nitrati e le zone vulnerabili ai nitrati, aree che impongono il limite dei 170 chilogrammi di azoto per ettaro in un anno.

Si è insediato ieri presso la sede della Regione Lombardia il Comitato per l'Accordo di programma per la realizzazione di un nuovo teatro e per la riqualificazione urbanistica del comparto Piazza Repubblica del Comune di Varese. Nominata la Segretaria Tecnica i cui lavori saranno coordinati da Regione Lombardia, che assicurerà altresì ogni opportuno coinvolgimento della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici.

Ed è tutto, grazie per l’ascolto.