Bentrovati al nostro nuovo appuntamento informativo realizzato in collaborazione con Regione Lombardia

No alle misure “a taglia unica” che Roma sta pensando per le Regioni. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni intervenendo alla presentazione dell'iniziativa Panorama d'Italia”, lanciata dal settimanale Panorama, un tour in dieci città italiane, tra cui Brescia per la Lombardia, per raccontare le eccellenze del 'made in Italy'. “L'Italia è fatta di tanti territori, che hanno tante ricchezze straordinarie e tante differenze, differenze che riguardano la struttura economica, l'organizzazione, la sanità – ha detto Maroni - a Roma però hanno in mente le stesse misure, uguali per tutti, che non vanno bene per i singoli territori". Il governatore lombardo Maroni ha proposto agli omonimi di Lazio e Campania, Nicola Zingaretti e Giuseppe Scopelliti, presenti all'incontro, che tutte le Regioni sottopongano al Parlamento un progetto di riforma costituzionale delle istituzioni comune, perché siano gli enti locali a decidere di se stessi. Sentiamo Maroni ai nostri microfoni.

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La Lombardia e’ una realta’ di  10 milioni di abitanti nella quale operano 6 Facolta’ di  Medicina e Chirurgia, 18 Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, che si colloca al primo posto in Italia per gli  studi clinici. Nella nostra regione sono presenti 100 aziende  farmaceutiche e oltre 30 Centri di ricerca aziendale, che ne  fanno la prima regione farmaceutica e biotech in Italia. Per il  territorio lombardo, e particolarmente per l’Amministrazione  regionale, l’innovazione costituisce un elemento centrale  attorno a cui costruire la propria visione’. Lo ha detto Mario  Mantovani, vice presidente e assessore alla Salute di Regione  Lombardia, intervenendo nei giorni scorsi  al convegno ’Il valore della ricerca in  Regione Lombardia’.  Secondo il numero due del Pirellone, ’il sistema sanitario  non e’ solo la risposta a fondamentali diritti che assorbono  risorse, ma deve essere anche inteso come una leva dinamica di  sviluppo economico, che genera innovazione, investimenti e  prospettive di occupazione’.

"I principi della 'Youth Guarantee', già sperimentati in Lombardia con Dote Unica Lavoro, attraggono i giovani nella fascia tra i 15 e 24 anni. La Dote, invece, copre tutte le età lavorative e, in quanto tale, comincia a essere utilizzabile anche dai giovani". Lo ha detto l'assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia Valentina Aprea, intervenendo alla conferenza stampa sul tema 'Youth Guarantee', occasione per rispondere all'emergenza occupazionale dei giovani, organizzata da Assolombarda e alla quale hanno partecipato, oltre all'assessore Aprea, gli assessori al Lavoro Elena Donazzan (Regione Veneto), Sergio Rossetti (Regione Liguria) e Severino Nappi (Regione Campania) e il direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale per la Lombardia Francesco de Sanctis. L'attuazione del Piano nazionale 'Garanzia Giovani' rappresenta un'occasione da non perdere: nel biennio 2014-2015 saranno mobilitate risorse per un miliardo e mezzo di euro, destinati a offrire opportunità di lavoro e di formazione ai giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni in uscita dal sistema scolastico e universitario e per quei ragazzi che al momento risultano inoccupati o disoccupati. I ragazzi che vogliono intraprendere questa strada dovranno registrarsi al programma 'Garanzia Giovani', per usufruire dei servizi messi a disposizione, evitando così di allargare la schiera dei Neet (Not in Employment, not in Education, not in Training), che in Italia è arrivato a toccare 1.336.00 persone, il 22,2 per cento della popolazione tra i 15 e i 24 anni.

L'anno scorso ebbe un grande successo: oltre 1.200 donne iscritte e tante altre in lista d'attesa. Quest'anno punta almeno a ripetere lo stesso risultato. E' 'Difesa in Rosa', il progetto presentato dagli assessori regionali Paola Bulbarelli (Casa, Housing sociale e Pari opportunità) e Antonio Rossi (Sport e Politiche per i giovani), per contrastare il fenomeno della violenza sulle donne attraverso la pratica sportiva. "Purtroppo - spiega Paola Bulbarelli – sono sempre tantissime le donne vittime di soprusi e violenza, anche fra le mura domestiche. Come Regione abbiamo dunque pensato di dedicare dei corsi completamente gratuiti a tutte le donne che desiderino imparare a togliersi da situazioni difficili". "Un'iniziativa significativa per tutte le donne lombarde - aggiunge AntonioRossi -, che ha anche un approccio importante per l'avvicinamento delle discipline sportive legate alle arti marziali. Una risposta concreta delle Istituzioni ai cittadini, che aiuta a diffondere quel senso di sicurezza che, in alcune città, specie nelle grosse aree, manca".

È tutto, grazie per l’ascolto