Bentrovati al nostro nuovo appuntamento informativo realizzato in collaborazione con Regione Lombardia

La Fiom riunita in congresso nazionale (ieri e oggi) a Milano. Si è parlato anche delle esperienze attive nei cosiddetti 'Quattro motori d'Europa' (le regioni della Catalogna Baden-Wurttenberg e Rodano-Alpi, oltre alla Lombardia) alla tavola rotonda in programma per oggi, a cui ha partecipato anche il governatore della Lombardia Roberto Maroni, che dei Quattro motori è presidente di turno fino all'autunno prossimo. Sentiamolo ai nostri microfoni.

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"Noi come Regione Lombardia anticipiamo le risorse per la cassa integrazione in deroga ma non possiamo sostituirci al Governo. Stiamo utilizzando per coprire il fabbisogno del 2013 le risorse stanziate nel 2014 e quindi o il Governo interviene oppure non saremo in grado di pagare il 2014. E' una criticità che il ministero del Welfare ben conosce e mi auguro intervenga rapidamente".  Ha spiegato ancora al congresso Fiom ieri Roberto Maroni. "Nel 2013 - ha quindi aggiunto Roberto Maroni – sono state presentate oltre 28mila domande per quasi 700 milioni di euro per cassa integrazione in deroga e mobilità in deroga e ad oggi sono già state autorizzate domande per 521,7 milioni di euro per 20.000 imprese e 150.000 lavoratori. Nel solo primo trimestre 2014 sono state già presentate 6.000 domande per una richiesta di oltre 100 milioni di euro.

"Non bastava un Ministero delle Politiche agricole cancellato dalla volontà popolare nel 1993 e che, nonostante ciò, costa al contribuente 1,3 miliardi di euro all'anno. Ora si scopre che il Sin, Sistema informativo nazionale e Agea, l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura, sono un chiaro esempio di inefficienza, emblema di un meccanismo inutile e incapace di destinare correttamente i fondi degli agricoltori alle aziende che effettivamente ne avrebbero diritto. Che cosa aspetta il ministro delle Politiche agricole ad azzerare tutto e a chiudere baracconi mangia-soldi?". A dirlo è l'assessore all'Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, che più volte, in passato, aveva chiesto la soppressione del Mipaaf e degli enti collegati.  "Per principio sono un garantista - prosegue Fava - ma le irregolarità emerse sui pagamenti,l'assoluta mancanza di rintracciabilità di chi materialmente porta a compimento l'assegnazione dei fondi, la totale assenza di trasparenza meritano una riflessione profonda. Basta sprechi di denaro destinato ai veri agricoltori e impiegato per altri oscuri scopi Zone interdette e no food, divieti di vendita di frutta e verdura nelle aree a rischio della Terra dei fuochi? "Finalmente un primo passo per tutelare i consumatori, anche se la cura per certe situazioni dovrebbe essere ben più forte e il provvedimento dei Ministeri delle Politiche agricole e dell'Ambiente sembrano come il tentativo di curare il moribondo con l'omeopatia". Lo ha dichiarato l'assessore all'Agricoltura della Lombardia Gianni Fava, alla luce del decreto interministeriale sulla Terra dei fuochi.

"Dispiace che una situazione oggettivamente compromessa come quella dei 57 comuni fra Napoli e Caserta - ha proseguito Fava - appena qualche mese fa venne difesa a oltranza dal Mipaaf e, aspetto ancor più grave, venne posta in stato d'accusa una grande realtà di trasformazione della Macroregione agricola del Nord, come il Consorzio Casalasco del pomodoro, che per aver indicato la provenienza dei prodotti lavorati, tutti del comprensorio lombardo ed emiliano, venne accusato di svolgere una tracciabilità di tipo razzista".

È tutto, grazie per l’ascolto