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"E' necessario passare dalla politica dell'annuncio a quella dei fatti, soprattutto su una materia delicata e urgente come quella del dissesto idrogeologico. Il presidente del Consiglio non perda tempo e, così come annunciato ieri sera, metta a disposizione 1,5 miliardi di euro, fuori dal Patto di stabilità, a favore della difesa del suolo". Lo dichiara l'assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo della Regione Lombardia, commentando la notizia secondo cui il Governo si appresterebbe a destinare risorse straordinarie per fronteggiare il problema del dissesto. "Un tema - conclude l'assessore - del quale ci si occupa tragicamente solo quando accadono eventi gravi o addirittura luttuosi. In Lombardia, in un solo anno di governo, abbiamo messo a disposizione degli Enti locali oltre 30 milioni di euro delle casse regionali per finanziare opere urgenti. È inammissibile però che ancora oggi i fondi statali, quando stanziati, vengano ripartiti per l'80 per cento al Sud e solo al 20 per cento al Centro-nord".


Trattare i rifiuti in modo ecologico e intelligente vuol dire innanzitutto arrivare ad averne pochissimi, dopo i passaggi del riuso, del riciclo e della raccolta differenziata. E per la gestione dei rifiuti rimanenti, la Regione Lombardia vorrebbe arrivare all'autosufficienza, cioè lo smaltimento del totale dei rifiuti regionali all'interno dei termovalorizzatori già presenti sul territorio, senza aggiungerne altri, anzi andando verso quello che è chiamato il “decommissioning selettivo”: la progressiva dismissione degli impianti di incenerimento più vecchi e meno efficienti. Ha parlato di questo l'assessore all'Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Claudia Maria Terzi durante il convegno 'La termovalorizzazione dei rifiuti per una strategia della sostenibilità' che si è tenuto questa mattina a Milano. Sentiamola.

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"Non sono solita tornare a rispondere sulle polemiche. Ma in questo caso, visto le inesattezze contenute nella lettera del Cav della Mangiagalli e riportate da alcuni organi di stampa in merito al fondo Nasko, credo sia necessario e utile precisare alcuni punti. Innanzitutto non è mai stata messa in discussione la scelta di continuare a sostenere le mamme, in particolare quelle in condizioni di fragilità. Tanto che non c'è alcuna intenzione di ridurre i fondi su misure appropriate, anzi!". Così l'assessore alla Famiglia della Regione Lombardia, Maria Cristina Cantù, che risponde alla lettera del Cav della Mangiagalli di Milano.


"I dati in nostro possesso - spiega ancora l'assessore - ci dicono che progressivamente l'intervento si è trasformato in un sostegno economico particolarmente attento alle condizioni dei cittadini extracomunitari. Un aiuto economico limitato anche nel tempo che difficilmente può far cambiare idea a una donna che non vuole continuare a portare avanti la gravidanza. Da qui la trasformazione di questo fondo in una sorta di sussidio sociale. Un errore. Educativo e culturale. Semmai le situazioni consapevoli e meritevoli avrebbero bisogno di un sostegno più articolato di quello attuale. Ecco da dove 'nasce' la necessità di riformare questi istituti, per riportarli alla loro reale finalità che non è certo quella di essere una ricompensa a tempo".



L'assessore alle Attività produttive, Ricerca e Innovazione della Regione Lombardia interverrà domani, venerdì 28 marzo, all'incontro di presentazione del progetto 'Business To Research@Lecco'. 'B2R' prevede una serie di azioni, promosse da UniverLecco, Politecnico di Milano e Consiglio nazionale delle Ricerche, che permetteranno alle imprese del territorio lecchese e agli enti di ricerca di collaborare per realizzare iniziative comuni.



È tutto, grazie per l’ascolto