Una incontenibile passione per la chitarra, apprezzato compositore, produttore e cantante. Mario Lavezzi nel 1963 si affaccia nel panorama musicale con un gruppo studentesco, I Trappers, di cui facevano parte anche Bruno Longhi, ora giornalista sportivo e Tonino Cripezzi, futuro tastierista de I Camaleonti, gruppo in cui entrò a far parte lo stesso Lavezzi, registrando con loro la famosissima L’ora dell’amore.  Dall’incontro con Mogol nasce Il primo giorno di primavera, fra gli autori anche Cristiano Minellono. Il brano, prodotto da Lucio Battisti e da Mogol, fu portato al successo da I Dik Dik. Successivamente entra a far parte, come produttore e interprete, della Numero uno, etichetta discografica fondata da Mogol e Battisti che lancerà moltissimi artisti: Bennato, Nannini, Formula 3, Pfm, Pappalardo e molti altri. Fondatore nel 1972 dei Flora Fauna e Cemento (dove ritrova come chitarrista Bruno Longhi) e poi de Il Volo, le numerose produzioni, fra cui Loredana Bertè, Fiorella Mannoia, Loretta Goggi e i grandi successi come autore, lo portano nel 2016 a ricevere L’Ambrogino d’oro, massima onorificenza che il Comune di Milano assegna ai cittadini milanesi che si sono distinti nella loro attività professionale.  «La vita mi ha dato occasioni, tolte, e ridate». Ascoltiamolo nell’intervista di Marco Casa a Radio Marconi.

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