L’odio sembra una realtà dominante nella storia dell’umanità e nel mondo globale, diviso e polarizzato. “Noi” si contrappone a “loro”, percepiti non come singoli individui, ma come un gruppo nemico verso cui si nutre pregiudizio e intolleranza: stranieri, ebrei, rom, musulmani, donne, omosessuali, persone fragili… Ma la nostra mente è per natura ostile? Il cervello è irrimediabilmente programmato per l’odio? Lo chiediamo all’autrice di “La mente ostile. Forme dell’odio contemporaneo”, Milena Santerini docente all’Università Cattolica di Milano e Coordinatrice Nazionale Lotta Antisemitismo. 

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