Il ritorno a Juba segna la conclusione anticipata del viaggio nei Monti Nuba, imposto da ragioni di sicurezza. Il rientro non è solo uno spostamento geografico, ma un tempo di riflessione, necessario per rimettere insieme volti, storie e parole raccolte lungo il cammino.

Lasciare i Monti Nuba significa allontanarsi da una terra ferita, dove la guerra in Sudan continua a segnare la vita quotidiana, ma dove sopravvivono dignità, solidarietà e una sorprendente voglia di futuro. I racconti dei profughi, gli incontri con le comunità, gli abbracci ritrovati restano come un’eredità pesante e preziosa.

ph: Marco Trovato / Rivista Africa

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