La quarta tappa del viaggio si svolge tra gli insediamenti dei profughi nei Monti Nuba, dove la guerra è una presenza costante, ma non riesce a spegnere il desiderio di futuro. I racconti parlano di fughe improvvise, villaggi abbandonati, bombardamenti e paura. Eppure, accanto a queste ferite, emerge una forza inattesa.
Uomini, donne e bambini raccontano la sopravvivenza quotidiana fatta di poco: acqua da condividere, cibo essenziale, cure minime. Ma soprattutto parlano di vita. Di scuola improvvisata sotto gli alberi, di campi coltivati con ostinazione, di canti serali che tengono unita la comunità. La speranza non è ingenua: è una scelta consapevole, un atto di resistenza.
ph: Marco Trovato / Rivista Africa






